Se una sera d’autunno – fuori è buio, sono le 6, giornata è stata lunga e anche un po’ stressante -
se una sera d’autunno anziché tornare a casa vai in Bocconi a sentire la presentazione di un libro
se una sera d’autunno incontri un’ autrice capace, relatori intelligenti (docenti, giornalisti, manager) e e un pubblico (giovane, per lo più maschile) che ha voglia di discutere
se una sera d’autunno scopri che ci sono altre mamme che hanno fatto scelte simili alle tue (è la prima volta che accade)
se una sera d’autunno scopri che le tue scelte possono magari essere fraintese, ma comunque rispettate
se una sera d’autunno, in un’università che ruota attorno all’Economia, si discute, anche animatamente, di welfare, di politiche di sostegno alla famiglia, di flessibilità di lavoro, di nidi (che non possono essere la panacea di tutti i mali né un colorato e gaudente parcheggio)
se una sera d’autunno si prova a immaginare una società diversa, con mamme (e papà) liberi di scegliere come spendere i primi anni di vita coi loro figli, se scegliere di mandarli al nido o di non mandarli affatto perchè nel frattempo si può fare le acrobate (retribuite a dovere) tra telelavoro, part-time o congedo parentale (ma anche scegliere di tornare al lavoro più agguerrite di prima)
insomma, se una sera d’autunno si prova a immaginare un futuro più a misura di bambini
quella sera d’autunno è davvero diversa dalle altre.
Ps. Se volete saperne di più, leggetevi Contro gli asili nido di Paola Liberace, edito da Rubettino editore
Immgine di gvdep63



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… una sera d’autunno, ci siamo conosciuti e ti ho amato da subito…al pog
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